Studio Dentistico Dott. Francesco Guadagno

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Evoluzione in implantologia: implantologia computer guidata e implantologia protesicamente guidata

Una delle branche odontoiatriche più in rapida evoluzione è certamente l’implantologia. Esiste oggi molta confusione fra i termini utilizzati per definire la procedura con cui il clinico studia un caso da riabilitare con impianti dentari e le modalità di approccio chirurgico e protesico.
Due termini molto utilizzati e spesso confusi sono l’uso della “implantologia guidata protesicamente” e la “chirurgia implantare  computer guidata”.
- La “Implantologia guidata protesicamente ” costituisce l’evoluzione più importante nell’implantologia moderna, in quanto consente di introdurre durante l’esame radiografico tac 3D, una mascherina con il progetto protesico realizzato in collaborazione fra l’odontoiatra e l’odontotecnico, seguendo la quale verranno posizionati in modo ottimale gli impianti in titanio, usando poi la stessa mascherina anche in fase chirurgica per guidare l’inserimento degli impianti. In questo modo il clinico può pianificare tutto l’intervento in fase preoperatoria, il posizionamento ottimale degli impianti in relazione all’osso esistente, per una chirurgia più rapida ed efficace, ottenendo alla fine una disposizione degli impianti ottimale per la successiva riabilitazione protesica. Da un’attenta e accurata disposizione degli impianti, deriva infatti un dispositivo protesico più efficace, pulibile e mantenibile igienicamente nel tempo.
Ciò vale sia per impianti singoli (denti singoli mancanti) che per le riabilitazioni di intere arcate dentarie mancanti su 4 (all on four) o più impianti osteointegrati.
- Altra cosa invece è la “implantologia computer guidata”.
Essa si rifà ad un processo interamente computerizzato di realizzazione di una mascherina chirurgica tramite un software a disposizione dell’odontoiatra, con cui è possibile realizzare virtualmente, all’interno di un esame radiologico tipo tac volumetrica, una mascherina chirurgica con anche gli impianti dentari “virtuali”, che viene poi realizzata con elaborate apparecchiature di laboratorio, confezionata ed inviata all’odontoiatra per essere quindi utilizzata durante l’intervento, inserendo gli impianti tramite dei fori guida, senza aprire lembi chirurgici, direttamente nell’osso del paziente (“chirurgia flapless”). Tale metodica riduce drasticamente i tempi operatori e l’invasività dell’intervento e risulta indicata nei casi in cui l’osso è presente in misura tale da garantire l’assenza di rischi per il paziente, dovuti all’impossibilità di verifica del posizionamento degli impianti all’interno dell’osso durante la procedura chirurgica.
Certamente laddove l’osso e poco e vanno fatti interventi di rigenerazione e aumento dei volumi ossei non è consigliabile operare in assenza di lembi di chirurgici.
Per concludere oggi le moderne tecniche radiologiche e informatiche di visualizzazione tridimensionale dell’osso residuo del paziente, permettono valutazioni prechirurgiche estremamente utili nella pianificazione di un intervento ed una riabilitazione protesica su impianti ottimale. È consigliabile tuttavia muoversi con prudenza specialmente nei casi più complessi, ove un’eccessiva semplificazione della procedura chirurgica può risultare imprecisa e pericolosa.
Dott. Francesco Guadagno